Cento piante in cura nel parco del Morgagni-Pierantoni
Forlì, gli alberi con la flebo
All'ospedale i lecci si curano così
Flebo dai pazienti alle piante. Oltre 100 lecci del parco dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni” sono stati sottoposti a trattamento endoterapico, per somministrare loro antiparassitari attraverso i vasi linfatici. Una tecnica utile negli ambienti urbani, che consente di evitare l’inquinamento delle aree limitrofe. Niente di meglio, dunque, per il parco dell'ospedale.
Un ospedale
hig-care a 360° gradi. Oltre a prendersi cura
dei pazienti con percorsi personalizzati, costruiti per
accompagnare passo passo il malato in tutto l’iter assistenziale,
il presidio “Morgagni-Pieratoni” dedica grande attenzione anche al
proprio patrimonio verde.
E’ infatti in corso in questi giorni un trattamento endoterapico a
gravità dei lecci quercus ilex situati lungo il viale principale
del parco e lungo il viale che dalla portineria conduce all’o
bitorio. Le piante interessate sono più di 100. Alla vista, queste
ultime sembrano sottoposte a flebo: non a caso, molti visitatori e
pazienti si sono fermati ad osservare incuriositi gli addetti ai
lavori.
Anziché sangue o sostanze nutritive, tuttavia, ai lecci vengono
somministrati
antiparassitari, sfruttando il
circolo naturale della linfa nei vasi linfatici della pianta.
«L’endoterapia è una tecnica particolarmente adatta all’ambiente
urbano, dove le metodologie tradizionali, quali, ad esempio, la
nebulizzazione aerea, sono ormai improponibili o proibitive», dice
Vittorio Laghi, direttore dell’U.O. Attività
tecniche e patrimonio dell’Ausl di Forlì. «Questa pratica, infatti,
consente di evitare l’inquinamento delle aree limitrofe, ed è per
questo che si è scelto di adottarla nel contesto del parco del polo
ospedaliero». Le sostanze iniettate consistono in una miscela
combinata con azione insetticida e fungicida, integrata con
biostimolante per migliorare l’equilibrio nutrizionale.
La cura dei lecci rientra in un progetto più complessivo di
riqualificazione del patrimonio verde del
“
Morgagni-Pierantoni” promosso dall’Ausl di Forlì.
Gli interventi riguardano in primo luogo le zone di sviluppo della
struttura e quelle in cui sussistono ragioni di sicurezza delle
alberature, per cui, a causa della carente stabilità, si rende
necessario procedere all’abbattimento, al risanamento dell’area e
di conseguenza al reintegro delle essenze.
Il
parco dell’ospedale, sorto negli anni ‘30, si
configura come un vero e proprio giardino botanico, con numerose
specie indigene, sia latifoglie sia aghifoglie, nonché un vasto
campionario di varietà esotiche. Una vera rarità è l’
ibrido
sempreverde nato da un incrocio spontaneo fra una quercia
e un leccio. «Si tratta di un albero unico su questo pianeta e che
non ha un nome – illustra
Giuseppe Serra, perito
agrario in pensione, un tempo in servizio per l’Ausl di Forlì – per
quel che so io, esiste una pianta simile solo a Lione, ma con
caratteristiche diverse».
Per favorire la fruizione del patrimonio verde dell’ospedale verrà
presto realizzato anche un vero e proprio
percorso, con apposite targhe poste a
riconoscimento delle piante più significative, e recanti sia il
nome botanico della specie sia illustrazioni in carattere brail per
i non vedenti.
(14 aprile 2009)