Enzo Maneglia, ecco la satira
che non "perdona" i politici
Quella di Enzo Maneglia è una vita trascorsa nella carta stampata. Originario della Turchia, ma riminese d’adozione, Maneglia, attraverso il suo tratto grafico ed umorismo, è noto al pubblico sin dagli anni Cinquanta, quando collaborava con la rivista “Il Travaso”, uno dei più longevi settimanali italiani di satira (raggiunse le 300 mila copie di tiratura all’apice della popolarità, ndr). Nel Dopoguerra, il periodico fu una vera e propria fucina di talenti della vignettistica tricolore ospitando i suoi disegni insieme a quelli, tra gli altri, di Alberto Fremura e Jacovitti.
Enzo Mangelia (in piedi)
Quando il periodico sospese le pubblicazioni, nel 1966, l’occhio
brillante di Maneglia continua a tracciare, attraverso uno stile
sintetico e minimale, ispirato dalle forme abbozzate degli edifici
orientali, la storia del progresso italiano pubblicando lavori
sulle pagine di prestigiose testate quotidiane come L’Avvenire, Il
Resto del Carlino, La Nazione. Ancora, all’inizio degli anni
Sessanta, Maneglia firma il progetto grafico di Riviera Eco,
settimanale estivo che per quattordici anni annuncerà e farà la
cronaca di tutte le manifestazioni in programma da Marina di
Ravenna a Fano (ideato e diretto da Gianni Quondamatteo, primo
sindaco di Riccione, ndr).
“Il settimanale raggiunse le 200 mila copie - ricorda - la facevamo
in due persone, tutta in tre giorni”. Oltre che con la matita, la
creatività di Maneglia si esprime, da sempre, attraverso il cartone
- specchio di una società usa e getta che diventa presto per l’a
rtista il mezzo privilegiato della personale manifestazione
artistica - e il polistirolo, estrosa base di lavoro per una serie
di busti scultorei utlizzata per riprodurre i personaggi più
significativi del nostro tempo; tra questi Giulio Andreotti i cui “
segni” sono ricalcati, con il suo stile pulito ed efficace,
attraverso i giochi di luci ed ombre di tagli e scarti.
“In realtà si tratta di una vera e propria galleria di passioni
umane e vanità; sono parecchi i politici che ho rappresentato con
le testine in polistirolo: da Ugo La Malfa all’allora Presidente
della Repubblica Sandro Pertini. Con quest’ultima opera vinsi il
primo premio alla Biennale dell’Umorismo nell’Arte di Tolentino
negli anni ‘80. Dove tornerò quest’estate, dopo 18 anni di assenza,
per partecipare nuovamente alla manifestazione, diretta in questa
25° edizione da Maurizio Costanzo (dall’11 luglio al 25 ottobre,
info www.biennaleumorismo.org)”. I potenti gradiscono le
caricature? “A dire il vero stanno un po’ in guardia - risponde -
in fondo la vignetta è giornalismo grafico che, in certi casi,
arriva prima e forse anche oltre, di qualsiasi testo”.
(17 giugno 2009)