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Il fenomeno delle "sette" in Italia. Un convegno fornisce i dati

Donne di mezza età:
Sono loro le prime adepte di gruppi occulti

Sono soprattutto le donne di mezz'età le principali vittime delle "sette" di vario tipo, comprese quelle sataniche. A dirlo è la ricerca presentata nei giorni scorsi a Roma dall'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII di Rimini, sulla base delle chiamate ricevute al proprio numero verde anti-sette occulte
Donne di mezza età, con punte più alte a Roma, Milano e Torino, sono le prime a divenire adepte di "sette" di vario tipo, comprese quelle sataniche. È il dato che emerge dal convegno "Il fenomeno delle Sette in Italia", tenuto nei giorni scorsi al pontificio ateneo Regina Apopstolorum dei Lergionari di Cristo di Roma, copromosso dal Gruppo di Ricerca e Informazioni sulle sette (GRIS) e dall'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII di Rimini. L'associazione riminese ha anche presentato una statistica con dati riferiti al periodo che va dall'ottobre 2002 all'ottobre 2007, basata su un proprio numero verde anti-sette occulte che ha ricevuto un totale di 8.473 chiamate.

Al primo posto come provenienza dei casi Roma con 122, seguita da Milano con 108 e da Torino con 70. La graduatoria per regione dà il primato alla Lombardia con 190, seguita dal Lazio con 160 e dall'Emilia-Romagna con 148. Più distanziate il Piemonte con 98 casi, la Campania con 90 e la Toscana con 80.

I più coinvolti risultano gli adulti (64%), seguiti dai giovani (22%) e dagli anziani (14%). Le donne hanno totalizzato un 56% rispetto a un 40% di uomini. In relazione al tipo di "sette" in circolazione, la parte del leone la fanno le psicosette (49%), seguite dalle sette "pseudo-religiose" (15%) e dalle sette sataniche (12%).

Le sette magiche raggranellano un 10%, le esoteriche un 8%, le sette non classificabili un 3%, mentre quelle che praticano lo spiritismo sono al penultimo posto col 2%. Fanalino di coda risultano le organizzazioni che diffondono la stregoneria, assestate attorno all'1%.

Per fronteggiare questo fenomeno durante il congresso sono state date diverse indicazioni, tra azione repressiva, adeguamenti legislativi e forte mobilitazione a livello informativo e pedagogico.

Mons. Pier Luigi Celata
, segretario per il pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, ha ricordato come la chiesa cattolica sia da tempo impegnata a combattere la "religiosità alternativa". Don Giovanni D'Ercole e Carlo Climati, che da anni s'interessa alle sette di matrice satanica, con accenti diversi hanno individuato queste entità come gli agenti di diffusuione, in particolare tra i giovani, di quel "relativismo morale" deprecato da papa Benedetto XVI.

Al convegno è intervenuto anche un'esorcista della diocesi di Roma, l'orionino don Giancarlo Gramolazzo, che ha sottolineato come «La frequentazione di sette sataniche non significhi automaticamente cadere nella possessione diabolica vera e propria, che è un fenomeno molto più coinvolgente».

Nelle conclusioni affidate a mons. Vicenzo Paglia, presidente della commissione episcopale per l'ecumenismo e il dialogo e a Gruppo anti sette, coordinatore alla Papa Giovanni XXIII di Rimini del numero verde anti-sette occulte, è affiorato un appello alle autorità religiose, a quelle politiche e alle agenzie educative, perchè ognuno si impegni a fronteggiare un fenomeno a lungo rimasto confinato nell'osservatorio degli specialisti della sociologia religiosa e della devianza sociale.
(17 dicembre 2007)
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